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Creare un profumo personale con gli oli essenziali è una delle esperienze più sorprendenti che l'aromaterapia possa offrire. Non perché sia complicato: è sorprendente perché rivela qualcosa di inaspettato su chi lo fa. Il profumo che si sceglie, le combinazioni che sembrano giuste, quelle che si scartano istintivamente, tutto questo racconta qualcosa di preciso su come si risponde al mondo olfattivamente. Ed è una risposta che nessun altro ha uguale.
La base teorica: le note aromatiche
Chi ha già incontrato il tema delle note aromatiche ricorderà il sistema delle tre famiglie: note di testa, note di cuore e note di fondo. È esattamente questo sistema che guida la costruzione di un profumo personale. Le note di testa sono le prime a sentirsi e le prime a evaporare: gli agrumi, la menta, il bergamotto. Le note di cuore sono il corpo del profumo, quelle che emergono dopo pochi minuti e durano più a lungo: la lavanda, il geranio, il rosmarino, il neroli. Le note di fondo sono l'ancora, quelle che persistono per ore e tengono tutto insieme: il vetiver, il sandalo, il patchouli, la mirra.
Un profumo bilanciato segue in genere questa proporzione orientativa: circa il 30% di note di fondo, il 50% di note di cuore, il 20% di note di testa. Non sono regole fisse: l'olfatto è la bussola migliore. Ma avere un punto di partenza aiuta a non perdersi, soprattutto le prime volte.
Come si costruisce in pratica
Il supporto più semplice per iniziare è l'alcol etilico alimentare al 95%, in un flacone spray da 10 o 15ml. Le gocce totali di oli essenziali non dovrebbero superare il 15-20% del volume: per un flacone da 10ml si lavora con circa 30-40 gocce complessive.
Si inizia sempre dalle note di fondo, poi si aggiungono quelle di cuore, infine quelle di testa. Dopo ogni aggiunta si annusa non direttamente dal flacone ma su una striscia di carta, che diffonde il profumo in modo più simile a come lo percepirà la pelle. E poi si aspetta: un profumo appena costruito non è ancora quello che sarà dopo 48 ore di macerazione. Le molecole si integrano, si arrotondano, e il risultato finale è spesso molto più bello di quello iniziale. Questo è uno di quei dettagli che chi non lo sa non può immaginare, e chi lo ha scoperto non dimentica più.
Un errore comune è voler usare troppi oli insieme. Tre o quattro oli scelti bene producono quasi sempre qualcosa di più interessante di otto messi insieme senza una logica precisa. La complessità non viene dalla quantità degli ingredienti, ma dalla qualità delle relazioni tra le note. È la stessa differenza che c'è tra una conversazione con una persona che ha qualcosa da dire e una stanza piena di gente che parla tutti insieme.
Qualche combinazione di partenza
Per chi vuole un punto di riferimento concreto: bergamotto in testa, neroli come cuore, sandalo come fondo. Fresco, floreale, elegante. Oppure limone in testa, rosa e geranio come cuore, vetiver come fondo. Caldo, terroso, femminile. O ancora arancio dolce in testa per alleggerire, ylang ylang come cuore, patchouli come fondo. Esotico, avvolgente, persistente.
Non esistono combinazioni sbagliate in assoluto. Esistono combinazioni che non risuonano con chi le ha create. E questo, in fondo, è esattamente il punto: un profumo fatto con le proprie mani racconta chi si è, non chi si vorrebbe sembrare. Ed è per questo che nessuno, mai, avrà lo stesso profumo.
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